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05.05.2025 / Patrocini e Pubblicazioni

Nuove serate per la presentazione del libro “Sperare ancora”

A Castello Roganzuolo il 6 maggio e a Biadene di Montebelluna il 7 maggio

Prosegue il ciclo di eventi sul territorio veneto per la presentazione del nuovo volume di Marco Zabotti “Sperare ancora. La vita buona, un nuovo umanesimo”, pubblicato presso la Tipse di Vittorio Veneto per la casa editrice Fondazione Dina Orsi – L’Azione.
In questo inizio settimana, il primo appuntamento è previsto martedì 6 maggio alle 20.30 a Castello Roganzuolo, nei locali della canonica al civico 3 di via Castello di Regenza, su iniziativa della Parrocchia di Castello Roganzuolo e con il patrocinio del Comune di San Fior e dell’Istituto diocesano Beato Toniolo. Le vie dei Santi. Presente l’autore, coordinerà la serata il gruppo Custodi di Bellezza della parrocchia di Castello Roganzuolo, con intervento di don Alessio Magoga, direttore del settimanale diocesano L’Azione, a nome della casa editrice Fondazione Dina Orsi – L’Azione.
La sera seguente, mercoledì 7 maggio, alle ore 20.45, presso il Me.Ve. di Villa Pisani a Biadene di Montebelluna, si terrà l’incontro pubblico incentrato sul libro di Marco Zabotti: promuove il Comitato Chiesa Vecchia Biadene, modera Loreno Miotto e intervengono insieme all’autore Gianna Galzignato, Massimiliano Paglini ed Elisabetta Maschio.
Le date del 6 e 7 maggio sono rispettivamente le tappe numero quattordici e quindici del tour di illustrazione di “Sperare ancora” promosso dal giornalista di Pieve di Soligo, attuale direttore scientifico IBT, a partire dal 7 gennaio scorso: esse fanno seguito a quelle più recenti di Vidor, Conegliano e Basalghelle, tutte caratterizzate da un ottimo successo in termini di partecipazione e di gradimento del pubblico.
 
Le tappe recenti di Vidor, Conegliano e Basalghelle
L’11 aprile scorso, nell’aula consiliare del municipio di Vidor, il volume “Sperare ancora“ è stato presentato attraverso il dialogo molto sentito tra l’assessore alla cultura e vice sindaco, Gianna Vidori, e lo stesso autore. Sala gremita e grande interesse nelle domande e nei dialoghi che sono scaturiti, protagoniste diverse persone arrivate da più località del territorio vidorese e circostante. I saluti introduttivi sono stati portati da Mario Bailo, sindaco del comune Vidor, ente che ha patrocinato l’evento insieme all’Istituto Beato Toniolo.
Quindi, nel pomeriggio del 14 aprile il viaggio di Marco Zabotti ha fatto sosta a Conegliano, nella sala della Dama Castellana, su invito della locale Università degli Adulti presieduta da Luigina Balsarin Rossi, all’interno del programma di lezioni ai corsisti: anche qui, bella partecipazione e importante condivisione di temi e di pensieri fra i presenti dopo l’intervento dell’autore.
Infine, mercoledì scorso 30 aprile, nella sala conferenze dell’antica canonica restaurata in piazza Aganoor a Basalghelle di Mansuè, serata molto ricca e significativa coordinata con bravura da Cristian Patres: i saluti introduttivi sono stati portati per gli organizzatori da Ivano Polesel, per la parrocchia è intervenuto il parroco don Livio Dall’Anese e per il Comune di Mansuè ha parlato la vice sindaco Emanuela Sartori, mentre apprezzati contributi al dibattito sono arrivati da Luigino Rancan e da Giuliano Ros.
 
Un libro, novanta storie brevi per il nostro tempo
Dopo i volumi “tonioliani” del 2018 e del 2020, “Sperare ancora” si presenta come una raccolta scelta, ma temporalmente fedele, di apprezzati interventi di Marco Zabotti pubblicati nella rubrica settimanale da lui stesso curata, da oltre due anni, su una nota testata giornalistica online trevigiana. Che cosa colpisce, innanzitutto? Lo sguardo rinnovato sui volti e nel cuore dell’umanità di oggi, attraverso pensieri, spunti e appunti di vita quotidiana che nascono dalla verità delle opere e dei giorni. Come un diario, in cui si colgono e si raccontano insieme i valori essenziali, la tenace memoria, le cose semplici, le virtù di sempre, la bellezza, l’amore che condivide il dolore, la convivialità, la gentilezza, la gratitudine, la cura e la dedizione, la pace. “Con la voglia di cambiare, e di essere migliori. In libertà e in pienezza – scrive l’autore – Perché servono uomini e donne “la cui bontà disinteressata, la cui forza calma, la cui presenza gioiosa e rassicurante, la cui umile capacità non solo di servire ma anche di creare” fa di loro dei “rammendatori dell’esistenza universale, incessantemente lacerata dalle potenze perverse del nulla (Olivier Clement)”. Il libro manifesta la spinta e la motivazione a “sperare ancora”, a sperare sempre, a generare il bene, a cambiare in meglio, perché non possiamo arrenderci alle provocazioni negative, ai mali oscuri, al tenore troppe volte anonimo, affaticato, angosciato, di una società che sembra aver dimenticato o rimosso i fondamentali per una convivenza sana e felice. Anche dentro la prospettiva del Giubileo della Speranza 2025, icona di un tempo nuovo per l’intera umanità.
Con titoli brevi, accattivanti e suggestivi per ciascuno dei novanta testi proposti, le trecento pagine del volume – la cui pubblicazione è patrocinata dall’Istituto Beato Toniolo, con il contributo di tre importanti realtà economiche della Marca Trevigiana come Banca della Marca, Latteria Soligo e Banca Prealpi SanBiagio – si dipanano illustrando stili e comportamenti, memorie e consuetudini, percorsi e attitudini delle persone di questa nostra stagione “magnifica e drammatica”, in un viaggio sapienziale che prende spesso spunto da fatti reali della vita del territorio e che ha lo scopo di ridonare fiducia, speranza e spirito costruttivo di autentica solidarietà.
 
I prossimi appuntamenti
Le nuove date certe in programma per le presentazioni di “Sperare ancora” sono il 29 maggio a Pederobba, l’11 giugno a Silvelle di Trebaseleghe, in provincia di Padova, e il 13 giugno a Musile di Piave, in provincia di Venezia. Altre serate sono richieste all’autore e in fase di organizzazione, anche per la tarda primavera e il periodo estivo, mentre in calendario si stanno già inserendo appuntamenti per la stagione autunnale 2025.

Serate di Vidor, Conegliano, Basalghelle

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