Giuseppe Fioroni rende omaggio alle “vite illustri” di Giuseppe Toniolo e di Francesco Fabbri

Molto apprezzata la presenza a Pieve di Soligo del vice presidente dell’Istituto Toniolo
Ha suscitato vasto interesse e generali consensi la recente visita a Pieve di Soligo (Treviso) del vice presidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, on. Giuseppe Fioroni. L’illustre ospite – invitato nella città del Quartier del Piave per l’evento inaugurale del percorso di memoria dedicato a Francesco Fabbri (1921 – 1977) nel 50mo anniversario della sua nomina a Ministro della Marina Mercantile nel terzo Governo Andreotti – ha avuto l’occasione di testimoniare considerevoli attenzione e stima e profonda riconoscenza per due figure profondamente legate alla storia più altra del movimento cattolico trevigiano, ossia il beato Giuseppe Toniolo e lo stesso statista pievigino Fabbri.
Giuseppe Fioroni – già sindaco di Viterbo, deputato al Parlamento dal 1996 al 2018 e Ministro della Pubblica Istruzione dal 2006 al 2008 – aveva incontrato i rappresentanti dell’Istituto Diocesano Beato Toniolo. Le vie dei Santi a Roma nel maggio scorso, nell’ambito di un incontro istituzionale orientato a fare rete e sinergie fra tutti i Centri Toniolo più attivi e qualificati a livello nazionale. Arrivato a Pieve di Soligo, prima di recarsi in Villa Brandolini a Solighetto per l’incontro pubblico sul ministro Fabbri, il numero due dell’Istituto Toniolo dell’Università Cattolica ha accolto molto volentieri l’invito IBT a recarsi in visita sulla tomba del beato Toniolo nel Duomo cittadino, dove è stato accolto da una delegazione del consiglio direttivo dell’Istituto pievigino guidata dalla presidente Annalina Sartori e dal direttore scientifico Marco Zabotti. Fioroni ha sostato in preghiera e ha recitato la preghiera per la canonizzazione del grande sociologo ed economista cattolico. Ha poi dialogato poi con i presenti sui temi della modernità del pensiero e dell’azione del beato e sulla proposta operativa di una serie di importanti appuntamenti a carattere interregionale in Italia sull’attualità del pensiero e dell’opera del Toniolo, in vista della ricorrenza del quindicesimo anniversario della beatificazione dell’insigne docente trevigiano (primavera 2027), che potrebbero prendere il via il prossimo 7 ottobre a Pieve di Soligo giusto in coincidenza con la giornata della cerimonia finale del Premio Giuseppe Toniolo, undicesima edizione. “La straordinaria, lungimirante e creativa attività in campo ecclesiale, culturale e sociale di Giuseppe Toniolo alla guida del movimento cattolico tra fine ‘800 e inizi ‘900 – ha affermato l’on. Fioroni – ci impegna a rendere feconde nell’oggi le sue geniali intuizioni su etica ed economia, cooperazione, sussidiarietà e pace e a declinare al futuro come cristiani laici un patrimonio coerente ispirato al Magistero della Chiesa sulle questioni del bene comune”.
Quindi, relatore principale del convegno Fabbri nella frazione di Solighetto, paese natale del compianto ministro – nel suo applauditissimo intervento nella sala conferenze di Villa Brandolini che non é riuscita a contenere la folla accorsa da tutta la Marca, e anche da fuori provincia – il vice presidente dell’Istituto Toniolo ha ricordato la genesi del servizio politico di Francesco Fabbri avvenuta durante la prigionia nei lager nazisti, “nel segno di una fede cristiana forte e coerente che è sempre stata il faro e l’anima di ogni decisione orientata all’autentico bene comune”.
“Il valore e il primato della persona, basilare nella tradizione del cattolicesimo democratico e popolare nel nostro Paese – ha aggiunto Fioroni – è stato il perno della visione innovativa e della dedizione competente, generosa e totalmente disinteressata di Fabbri alla vita delle comunità che tanto amava, e che ha servito come sindaco, vice presidente della Provincia di Treviso, deputato, senatore, sottosegretario e ministro. La sua opera è stata nel segno della fiducia e della speranza, attingendo con il suo vasto impegno nel mondo della scuola e della cooperazione agli insegnamenti di un maestro come Giuseppe Toniolo, anche lui “vita illustre” dentro il “genius loci” di Pieve di Soligo”, dove brillano tra le altre anche le personalità della cantante lirica Toti Dal Monte, del poeta Andrea Zanzotto e del missionario tra gli hanseniani del Brasile, già primo cittadino, don Mario Gerlin.
Anche il Vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Riccardo Battocchio, ha portato il suo saluto all’evento: egli ha ricordato le testuali parole dell’allora Patriarca di Venezia, Albino Luciani – poi beato Giovanni Paolo I – che stimava Francesco Fabbri per la sua intelligenza, la sua competenza e la sua matrice cristiana maturata in Azione Cattolica, in parrocchia e nel Collegio Balbi Valier, e ha parlato di Fabbri come di una figura esemplare per il nostro tempo, significativa per l’impegno delle nuove generazioni.
All’incontro per Fabbri 50 – animato anche dagli interventi del sindaco Stefano Soldan, della presidente di Fondazione Francesco Fabbri, Maria Claudia Pignata, della presidente del Consorzio Bim Piave Treviso, Cristina Da Soller, e del coordinatore della rete culturale Vite Illustri, Marco Zabotti – Giuseppe Fioroni ha tenuto a battesimo il nuovo volume “Tributo a Francesco Fabbri” pubblicato per i tipi de La Piave Editore a fine luglio 2026. Il libro, a cura di Marco Zabotti, raccoglie testimonianze e ricordi della straordinaria esperienza umana e politica dello statista pievigino, in tre parti che racchiudono il tempo della biografia e della vicenda esistenziale di Fabbri, gli atti del convegno del 29 luglio 2021 nella Corte Morona del centro cittadino e il racconto della cerimonia di intitolazione del PalaFabbri il 27 maggio 2023, nel segno vitale di affetto e gratitudine per l’indimenticato ministro da parte dell’intera comunità di Pieve di Soligo.
Nella foto gallery: la visita di Fioroni sulla tomba del beato Toniolo insieme al direttivo IBT, la sua relazione al convegno Fabbri, l’intervento del Vescovo Battocchio, la copertina del nuovo libro “Tributo a Francesco Fabbri”

