Il primato dell’etica sull’economia

“Dell’elemento etico quale fattore intrinseco delle leggi economiche” è il titolo della famosa prolusione tenuta dal professor Toniolo, nell’Università di Padova, il 5 dicembre 1873: si tratta di un testo di riferimento essenziale che spiega tutta l’importanza e l’attualità del pensiero tonioliano, specie rispetto al dibattito odierno legato alla crisi economica e finanziaria a livello internazionale, e alle scelte che negli anni hanno privilegiato la rendita, il profitto e la speculazione finanziaria rispetto alla produzione, al talento, al lavoro, alla sussidiarietà e alla solidarietà fra le persone e gli attori della produzione e dell’impresa.

Nell’insegnamento del Toniolo, espresso da lungo tempo ormai nello stesso Magistero sociale della Chiesa, valgono la centralità della persona e il primato dell’etica sull’economia, un modello di sviluppo sostenibile, efficiente, ordinato e giusto, la collaborazione tra imprenditori e lavoratori nell’interesse dell’impresa, la creazione di cooperative di credito, casse di risparmio, banche popolari e casse rurali cattoliche, l’aiuto concreto per il miglioramento delle condizioni di vita delle classi sociali più povere, a cominciare dalla giusta retribuzione per l’opera svolta, la tutela dei diritti delle donne e dei giovani, il riposo festivo, la limitazione delle ore lavorative, la difesa della piccola proprietà, la libertà di associazione.

Il suo “pensiero-azione” di libertà, giustizia, sussidiarietà e solidarietà si colloca in un tempo di profonde contrapposizioni culturali e sociali, tra fine ‘800 e inizi ‘900, ma la sua visione lungimirante è più che mai attuale, moderna, forte nei principi e valida nelle realizzazioni concrete, come avvenne con le tantissime iniziative di carattere mutualistico e cooperativo – promosse da sacerdoti e laici ai tempi della “Rerum Novarum”, proprio sull’esempio del Toniolo.

“Solamente una finanza, un’economia e un profitto legati all’etica – ha ricordato il Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, durante i lavori del Festival della Dottrina Sociale a Verona il 15 settembre 2012 – possono garantire la centralità dell’uomo; l’uomo, infatti, deve essere il fine tanto della finanza, quanto dell’economia, quanto del profitto.

Qui, ai cattolici soprattutto veneti, non può non venire alla mente la figura del beato Giuseppe Toniolo, docente universitario, economista e integerrima figura di laico cristiano che con il suo impegno sociale e politico segnò la vita ecclesiale della fine del diciannovesimo e dell’inizio del ventesimo secolo”.

E’ la proposta di una nuova via in campo economico e sociale, ispirata alla verità e alla giustizia evangelica, di un Beato davvero “provvidenziale” per il nostro tempo.

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